L’orologio cinese di TURANDOT – Lo spartito inedito di Puccini tra Firenze e Capalbio

20,00 €

Autore:Maurizio Sessa

Anno:2026

Pagine:160

Rilegatura:brossura filorefe

Copertina:brossura

Dimensioni:21x21cm

ISBN:9791282037068

Descrizione

Descrizione

Una nuova genesi per la grande opera incompiuta

Firenze, primi di maggio del 1919. Il compositore lucchese Giacomo Puccini, nel pieno della sua prestigiosa carriera internazionale, sbarca in riva d’Arno per l’allestimento del Trittico in programma al Teatro della Pergola. Puccini soggiorna a Firenze per circa tre settimane. Un lasso di tempo contrassegnato da una giornata particolare, intimamente legata a quella che sarà la sua ultima, monumentale e incompiuta opera: Turandot. La “prima” del Trittico, accolta da caloroso successo, e che vide la partecipazione della crème de la crème di nobiltà e alta borghesia, ebbe luogo la sera di sabato 10 maggio.

Tre giorni dopo, Puccini viene invitato a un appuntamento conviviale in suo onore alla “Società Leonardo da Vinci”, fervente cenacolo di intellettuali fiorentini di respiro cosmopolita, che nel 1902 avevano dato vita alla rivista “Il Marzocco”, altro evidente e orgoglioso simbolo di fiorentinità. Quel 13 maggio 1919 Puccini, accompagnato dal suo librettista Giovacchino Forzano, originario di Borgo San Lorenzo, compie un gesto che aveva chissà quante volte già compiuto in precedenza. Ma quel gesto, in quell’occasione, assume un valore particolare. Puccini dona un foglio musicale a un uomo di mare, l’ammiraglio livornese a riposo Ulisse Olinto Cecconi, fratello del pittore-cacciatore post macchiaiolo Eugenio Cecconi. Ma non si tratta del solito rigo musicale richiestogli dagli ammiratori. Stavolta Puccini dona 16 battute tratte da una canzone cinese che deve aver ascoltato da un orologio cinese.

Precedute dall’indicazione “All° moderato” sul pentagramma si leggono 16 battute (8 più 8), o meglio 4 per 4 battute, in mi bemolle maggiore. Un modo pentatonico, tutti intervalli a distanza di almeno un tono e nessun semitono. Nella 7/8 battuta si riconosce una cadenza tipica della Turandot. Molto tipica. All’ascolto, le sedici battute si rivelano essere analoghe a quelle dell’aria “Là sui monti dell’est la cicogna cantò ma l’april non rifiorì ma la neve non sgelò”. A piè di pagina due coordinate geografiche e temporali:

«Lo scritto, è del 18… a Capalbio»

«Io a Firenze il 13 maggio 1919 alla “Leonardo”».

Dal ritrovamento di questo prezioso documento inedito si dipana il libro di Maurizio Sessa, L’orologio cinese di Turandot. Lo spartito inedito di Puccini tra Firenze e Capalbio, la cui uscita per la casa editrice Medicea di Firenze è prevista per primi di aprile 2026, alla vigilia del centenario della prima assoluta di Turandot, come è noto eseguita postuma (Puccini era venuto a mancare il 29 novembre 1924 in una clinica di Bruxelles) al Teatro della Scala sotto la direzione di Arturo Toscanini il 25 aprile 1926.

Il libro sposta indietro le lancette per quanto riguarda la genesi dell’opera incompiuta, ancora tutta da studiare. Inoltre presenta, sempre alla luce di una documentazione in gran parte inedita, comprendente un ricco e variegato apparato fotografico, anche uno spaccato culturale della Firenze all’indomani della Prima guerra mondiale. Un periodo gravido di conseguenze per l’intera nazione.

Presentazione in anteprima

Martedì 28 aprile alle ore 12, Sala D’arme di Palazzo Vecchio, Firenze
Interverranno con l’autore
Giovanni Bettarini, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze
Ladislau Petru Horvath, già Primo violini del Maggio Musicale Fiorentino
Pierandrea Vanni, giornalista

Presentazioni

Prato – Teatro Politeama Pratese – 5 maggio
Pisa – Teatro Verdi – 23 maggio (data da confermare)
Firenze – Gabinetto Vieusseux – 28 maggio
La Spezia – Conservatorio Giacomo Puccini – 3 giugno
Sansepolcro – Ass.ne Amici della Musica – 6 giugno
Firenze – Fondazione Spadolini “Nuova Antologia” – 8 ottobre