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“L’altra alluvione – Il 4 novembre 1966 a Prato, Campi Bisenzio, Signa e Lastra a Signa”.

Invito

Sarò presentato giovedì 3 novembre alle ore 18  (presso la Sala del Consiglio del Comune di Prato) “L’altra alluvione – Il 4 novembre 1966 a Prato, Campi Bisenzio, Signa e Lastra a Signa” a cura di Aurora Castellani.

Questa mattina il sindaco Matteo Biffoni insieme ad Aurora Castellani, curatrice del libro “l’Altra alluvione” ha illustrato gli appuntamenti in programma da parte dell’Amministrazione per ricordare l’alluvione che 50 anni fa, il 4 novembre del 1966, colpì Firenze e i comuni limitrofi.

“In occasione di quell’evento drammatico Prato e i suoi cittadini dimostrarono, come sempre accade – ha affermato il sindaco Biffoni – una straordinaria generosità nei confronti non solo dei concittadini colpiti, furono oltre mille infatti i pratesi residenti a Tavola e Castelnuovo costretti ad abbandonare le loro abitazioni, ma anche dei comuni vicini mettendo subito a disposizione beni materiali e forza fisica. Per noi come amministrazione è importante e doveroso ricordare quei momenti in cui i nostri concittadini unirono le proprie forze in modo così compatto”.

Per commemorare ciò che avvenne sarà presentato giovedì 3 novembre alle 18 nel salone consiliare il libro curato da Aurora Castellani “L’altra Alluvione, il 4 novembre 1966 a Prato, Campi Bisenzio, Signa, Lastra a Signa e Quarrata” e l’Amministrazione sabato 5 novembre alle 11,30 deporrà una targa in via Braga all’ex casa del fascio. Prossimamente con il materiale a disposizione sarà realizzata anche una mostra.

“Per realizzare questo volume – ha spiegato Aurora Castellani – ho fatto molte ricerche e con mia sorpresa ho trovato dei documenti in archivio davvero interessanti, inediti. Oltre 200 foto, lettere e il registro delle donazioni che ho pensato subito meritassero di essere rese note per evidenziare il grande cuore dei pratesi e la grande organizzazione che nelle ore immediatamente successive all’alluvione misero in atto. In quelle ore Palazzo Pretorio diventò la sede di raccolta e smistamento di vestiti e scarpe mentre a Palazzo comunale vennero portati i generi alimentari, soprattutto latte. Ho realizzato in tutto 20 interviste tra Prato e i comuni limitrofi parlando con chi quei tragici momenti li ha vissuti e li ricorda molto bene ancora adesso.

Nell’alluvione che toccò la parte sud della città, Tavola e Castelnuovo principalmente, la città subì anche dei discreti danni sia alle attività artigianali, che in quegli anni si stavano formando e crescendo, sia al territorio – ha continuato Castellani -, ad esempio alle Cascine di Tavola non fu più possibile allevare mucche o portare avanti le solite coltivazioni a causa dell’acqua che e per anni impregnò il terreno”.

La targa che l’amministrazione deporrà la mattina di sabato 5 novembre avrà il seguente testo: “L’amministrazione comunale di Prato nel cinquantesimo anniversario dell’alluvione del 4 novembre 1966 nel commemorare quei tragici avvenimenti causati dall’esondazione del torrente Ombrone in tutta la piana e frazioni limitrofe intende ricordare l’impegno e la solidarietà reciproca manifestati dalla popolazione tutta che seppe reagire prontamente con grande spirito di volontà e di rinascita per il ripristino dei danni e il ritorno alla normalità della popolazione”.

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